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Meduse del Mediterraneo, cosa fare quando si viene urticati


Medusa Cotylorhiza tuberculata (foto 15pictures.com)

Fino a quando le meduse avranno sempre meno predatori, i nuotatori delle acque libere dovranno obbligatoriamente abituarsi alla loro presenza. Nuotando in mare le meduse non possono essere sempre evitate, necessita sicuramente “fare di necessità virtù” ma, non meno è necessario conoscere meglio le specie che vivono stagionalmente i nostri mari, come comportarsi in caso le si incontrassero ed addirittura quali precauzioni attuare quando si viene urticati.

Non tutte le meduse sono urticanti e possono creare dei problemi. Va fatto notare che seppur esistano delle meduse non urticanti od a basso valore urticante, la sensibilità allergica di ogni persona determina il tipo di reazione dopo un eventuale contatto. Non è raro infatti vedere soggetti sensibili ed allergici che dopo aver toccato meduse non urticanti lamentano fastidio cutaneo.

I trattamenti da adottare in caso si venisse urticati sono differenti a seconda della specie di medusa, tenendo bene in considerazione che la ricerca sulle meduse necessita sviluppi per confermare le evidenze sperimentali, addirittura in diversi casi è ancora debole e molto c’è da fare.

Il trattamento primario da adottare per le meduse del Mediterraneo è il seguente:

a) verificare che non ci siano condizioni di shock anafilattico, allergie, difficoltà respiratorie, circolatorie (nel caso, cercare immediata assistenza medica)

b) se il paziente non presenta sintomi di cui sopra procedere con queste operazioni:
- lavaggio con acqua di mare (non strofinare) – evitare acqua dolce, aceto, ammoniaca
- applicazione di miscela di bicarbonato da cucina con acqua di mare (50%) per 2-3 minuti
- rimuovere la miscela (ed eventuali frammenti di tentacoli) con una carta plastificata
- applicare un impacco freddo per 5-15 minuti
- ri-applicare l’impacco freddo. Se il dolore persiste, rivolgersi in farmacia per applicazione di crema topica a base di lidocaina (4%, come antidolorifico) e idrocortisone (antifiammatorio). Le comuni preparazioni per emorroidi contengono questi componenti.

L’aceto ed i preparati a base acido acetico sono idonei per il primo intervento di alcuni tipi di meduse, come per le cubomeduse tropicali, per la piccola cubomedusa Carybdea marsupialis o per la caravella portoghese Physalia physalis.
L’aceto è da evitare per le specie più comuni perché potrebbe esacerbare gli effetti dell’avvelenamento, determinando la scarica di eventuali cellule urticanti rimaste sulla pelle.

Per saperne di più e per essere meglio preparati, si suggerisce di scaricare i protocolli di trattamento per le diverse specie di medusa del Mediterraneo nella sezione Download del sito MED-JELLYRISK, o dalla pagina Facebook JellyRisk.

Infine, in caso di avvistamento di una o più meduse, in acqua o spiaggiata sulla costa, ricordatevi di segnalarlo quanto prima sul sito MeteoMeduse su Focus, servizio disponibile anche su App.

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