Archivio | Allenamento

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Differenza tra il riscaldamento e l’allungamento

Riscaldamento prima dell'attività fisica

Spesso, si utilizzano in maniera errata i termini di riscaldamento (warm-up) ed allungamento (stretching): definiscono infatti momenti precisi dell’attività sportiva e devono essere accuratamente inseriti nel programma di ogni atleta. Purtroppo nella pratica si fa ancora confusione e gli stessi atleti non ne sono immuni, tanto che il rischio può essere quello di procurarsi infortuni e/o non ottimizzare gli sforzi.

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Idratazione e sudorazione nello sport, come monitorarli

Nuotatori durante il rifornimento (fonte thetimes.co.uk)

Nello sport, in particolare in quello di durata come nel nuoto di fondo, riuscire a determinare la disidratazione del corpo anche durante l’esercizio fisico consente di creare le migliori condizioni per la prestazione.
Esistono metodologie adottabili da tutti in maniera semplice per evitare la carenza di idratazione, sia prima sia durante la gara, non meno la possibilità di calcolare i propri tassi di sudorazione.

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La fase subacquea della bracciata: gli sweep nello stile libero

nuotatore

Nuotatore in azione

Non è raro verificare che diverse persone pensino che la fase subacquea della nuotata sia determinata dalla capacità di spostare l’acqua e che questa costituisca l’avanzamento in rapporto alla capacità di imprimere forza.
Questo costituisce un’interpretazione purtroppo antiquata ed oggi superata del nuoto, sostituita dall’assunto che l’avanzamento sia determinato dalla capacità di ricercare e mantenere punti di appoggio sui quali potersi spingere in avanti, sui quali poter imprimere la forza per generare potenza.

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L’apnea nell’allenamento del nuoto di fondo

Apnea dinamica

Le tecniche di apnea subacquea se inserite nella programmazione degli allenamenti del nuotatore consentono di migliorare le prestazioni atletiche perché stimolano positivamente il metabolismo cellulare.

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L’acqua dopo l’allenamento accelera la riattivazione del sistema parasimpatico

Integrare acqua dopo l'attività fisica (foto sdhealthyliving.com)

Prendendo spunto da ricerche che dimostrano l’effetto positivo dell’assunzione di acqua post esercizio per il recupero parasimpatico dopo una sessione di allenamento di moderata intensità, un gruppo di ricerca brasiliano ha studiato la capacità dell’integrazione di acqua post allenamento sull’esercizio fisico ad alta intensità ed il suo effetto cardiovascolare.

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Quale attività fisica per la perdita di peso negli adolescenti

Adolescenti in sovrappeso (foto newafricadailynews.com)

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista JAMA Pediatrics l’attività aerobica combinata all’allenamento alla resistenza sono la soluzione più efficace per ridurre l’obesità negli adolescenti.

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Orario migliore per allenarsi in base agli ormoni

Lost Time by Vanleith (Foto: DeviantART.com)

L’allenamento assume proprietà specifiche in rapporto all’ora nel quale si effettua, questo perché durante la giornata gli ormoni vengono stimolati in maniera diversa al variare dell’orario, il che può consentire una migliore programmazione nel raggiungere con più efficacia gli obiettivi prefissati.

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Gli esercizi di forza aiutano gli adolescenti a ridurre i rischi di salute

Il trattamento per l’obesità infantile ed i problemi di salute associati sono concentrati principalmente sulla modifica della dieta e l’esercizio aerobico, come ad esempio camminare o nuotare.
Ma una recente ricerca ha concluso che l’aggiunta di esercizi di potenziamento settoriale aiuta gli adolescenti a ridurre i rischi di patologie, come le malattie cardiache, il diabete ed altri problemi di salute.

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Monitorare la Variabilità della Frequenza Cardiaca

Monitorare correttamente la propria condizione fisica consente di sviluppare in maniera più precisa le programmazioni degli allenamenti, creando così set di lavori mirati non solo al proprio livello atletico ma, in particolare, alla propria condizione fisica ed alla personale capacità di risposta stressoria al carico di allenamento.

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Prevenzione delle lesioni della spalla negli sport acquatici

Prevenire l'infortunio alla spalla

La letteratura della medicina sportiva internazionale conferma che le lesioni alla spalla costituiscono l’infortunio più comune tra gli atleti delle discipline acquatiche. Questa problematica si traduce tempo tolto all’allenamento e di conseguenza al programma competitivo.
La FINA Sports Medicine Committee (SMC) appoggia fortemente la prevenzione come chiave di questo problema e propone iniziative educative per aiutare gli atleti e lo staff che li supportano per evitare questi tipi di infortuni.

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Il modello SFERA per allenare l’area psicologica dello sportivo

Nuotatore in azione (foto fitandabel.com)

L’allenamento mentale, al pari della preparazione tecnica sportiva specifica, di quella atletica‐corporea e di quella tattico‐strategica, contribuisce significativamente alla costruzione della prestazione agonistica. La sfera psicologica è un’area delicata ed allo stesso tempo determinante per la formazione dello sportivo, sia riguardo gli appuntamenti competitivi sia per affrontare periodi d’allenamento che risultano difficili e pesanti.
Il Dott. Enrico Cassarino ha condotto un progetto sperimentale sul campo col principale obiettivo di diffondere i principi generali della psicologia dello sport attraverso la proposizione del Modello SFERA.

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Il sovrallenamento come condizione di rischio infortuni per i giovani atleti

Infortunio nello sport (fonte blog.mendpain.com)

Il più grande studio clinico di questo tipo afferma che i giovani atleti che si specializzano in uno sport e si allenano con intensità hanno un significativo innalzamento del rischio di fratture per stress ed altri importanti infortuni da usura, anche se confrontati con altri atleti infortunati.

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Infortuni nel nuoto: l’analisi di Victor Olivares

Victor Olivares, KPT

Il fisioterapista Victor Olivares affronta l’argomento degli infortuni più comuni nel nuoto, dando anche quale suggerimento come prevenzione.

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Parametri salivati dei nuotatori e deterioramento dello smalto

In alcuni casi lo smalto dei denti è soggetto a deterioramento anche in piscina (foto drueckert.com)

Il Journal of Sport Science & Medicine ha pubblicato l’1 Marzo 2013 l’articolo relativo lo studio di Walter A. Bretz e di Marcela R. Carrilho sugli effetti nocivi dei gas clorurati delle piscine sui denti dei nuotatori.

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Come migliorare la resistenza in piscina

Atleta in azione

Proponiamo cinque aspetti importanti da considerare per migliorare la tecnica e la resistenza nel nuoto, consentendo di conseguenza di godere l’allenamento quotidiano per chi si allena da solo e/o non è seguito da un tecnico.

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Il recupero in acqua fredda non dimostra particolari vantaggi

Rugbisti della nazionale inglese mentre fanno i bagni di acqua fredda (foto bbc.co.uk)


Lo studio di un gruppo di ricercatori della University of Portsmouth e pubblicato sul European Journal of Sport Science hanno constatato che le immersioni nell’acqua (WI) non sono più efficaci degli esercizi di defaticamento nel recupero della condizione dell’atleta post lavoro. L’obiettivo è stata l’intenzione di valutare l’efficacia della pratica delle immersioni in acqua ghiacciata nel dopo allenamento per un miglior recupero fisico.

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